Lo sapevi che...
Il termine notaio, o nella antica dizione notaro deriva dal latino "notare" ossia "annotare,
prender nota"

Il notarius e' una figura che risale al periodo della Repubblica romana ma che disponeva di funzioni completamente differenti: il notarius infatti indicava lo schiavo che aveva il compito di scrivere velocemente note, spesso mediante abbreviature. Durante il periodo della decadenza dell'Impero romano i notarii erano i segretari dell'Imperatore e dei governatori delle province. Sempre nel tardo impero, più vicino alla figura del notaio odierno era il tabellio, il quale effettivamente aveva le funzioni di redigere scritture private, pur senza essere investito di funzione pubblica. Si deve infine citare anche il libripens, che invece era a tutti gli effetti un funzionario pubblico.


La figura del Notaio ha radici ancora piu remote nella figura dello scriba che operava nella grande civiltà egizia e nel Fedone Socrate parla già di notai;


Le prime tariffe notarili furono fissate da Diocleziano nell'edictum de pretiis,


Giustiniano detta nuove norme nel Corpus iuris, dirette a dare una sistemazione organica alla professione di tabellio e alla forma ed efficacia del relativo documento. Si richiede la lettura del documento da parte del notaio e la sua domanda alle parti se esso corrisponda alla loro volontà e la loro sottoscrizione con il dovere del notaio di rilasciare il documento alle parti stesse. Questo documento gode di efficacia probatoria privilegiata rispetto ai documenti privati.


Con Carlo Magno gli atti redatti dai notai acquistano la stessa forza e gli stessi effetti di una sentenza passata in giudicato e tra l'XI e il XIII secolo il notariato diviene una nobile professione e l'ars notaria diviene un valido strumento di unificazione giuridica.


Cristoforo Colombo nel suo viaggio con cui scopri l'America, porto' con se un notaio ("escribano") per attestarne la veridicità e la presa di possesso: "A las dos horas después de media noche pareció la tierra, de la cual estarían dos leguas....... El Almirante llamó ......... a Rodrigo de Escobedo, escribano de toda la armada, ........tomó posesión de la dicha Isla por el Rey y por la Reina sus señores, haciendo las protestaciones que se requerían, como más largo se contiene en los dos testimonios que allí se hicieron por escrito".


In Francia, Filippo il Bello (XIV sec.) ne estende le funzioni e la competenza. Nel 1539 si prefigura quel che sarà l'organizzazione della professione notarile: gli atti debbono essere redatti in francese, deve esserne assicurata la conservazione e della loro esistenza deve recarsi memoria in un repertorio.


Al termine della Rivoluzione Francese si avverte la necessità di accentuare il ruolo del notaio nella società e Napoleone Bonaparte, con la Legge del 25 di Ventoso dell'anno XI (16 marzo 1803) dà al notariato una struttura che, con scarsi ritocchi, è ancora attuale e moderna, che costituisce la base di tutte le altre leggi notarili del mondo.


Solo il 18% dei notai attualmente in esercizio sono figli di notai in quanto la professione non si eredita ma si diventa notai solo dopo un concorso nazionale che si svolge secondo le modalità stabilite dal ministero della giustizia e pari - per unanime opinione - per serietà e severità a quello per la magistratura.